lunedì 31 dicembre 2007

FABRIZIO DE ANDRE'

BUON ANNO


L'UNIONE FA LA FORZA
BUON ANNO
TEATRO della LUNASTORTA

AMORE per la SAPIENZA




Bernardino Telesio


fu un filosofo naturalista.

Cosentino di nascita, iniziò a studiare nella sua città natale con uno zio materno, e successivamente a Milano (1518-1523), Roma (1524-1527), e infine Padova (1524-1535). Ritiratosi per alcuni anni in un monastero, soggiornò successivamente a Napoli per poi tornare nella sua Cosenza, dove si spense quasi ottuagenario. Riprese la teoria degli opposti, delle forze di amicizia e di contesa che muovono la dynamis del mondo, che poi l'uomo sfrutta. Sostenne perciò la teoria del divenire (logicamente) in maniera molto simile a quella dei fisici presocratici. Affermò inoltre l'uguaglianza dell'uomo nei confronti degli animali per quanto riguarda l'animazione ma, per non apparire eretico, aggiunse che l'uomo ha un'altra anima che Dio ha posto in lui e che lo distingue dagli animali. Dopo la morte di Parassio (1534), Bernardino Telesio riorganizzò l'Accademia Cosentina che in quel periodo veniva chiamata proprio Accademia Telesiana.

sabato 29 dicembre 2007

IntroVERSI "Il Sabato nel Villaggio"


FRATELLI

Di che reggimento siete
Fratelli?
Parola tremante
nella notte
foglia appena nata
nell’aria spasimante.
Involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità.
Fratelli

Giuseppe Ungaretti

venerdì 28 dicembre 2007

DIVINAMMENTE

Lasciate ogni speranza, voi ch'entrate
Queste parole di colore oscuro
vid'io scritte al sommo d'una porta:
per ch'io: "Maestro il senso lor m'è duro".
Ed elli a me, come persona accorta:

"Qui si convien lasciare ogni sospetto;
ogni viltà convien che qui sia morta.
Noi siam venuti al loco ov'io t'ho detto
che tu vedrai le genti dolorose
c'hanno perduto il ben dell'intelletto".
E poi che la sua mano alla mia pose
con lieto volto , ond'io mi confortai,
mi mise dentro alle segrete cose.
Infinita pena di Dante e conforto di Virgilio nell'ammonimento a vincere ogni dubbio, di fronte all'imminente visione dei dannati cui è negato l'aspetto di Dio; il maestro, con volto sereno, conduce per mano Dante nel mondo sotterraneo. Virgilio è come una persona pronta ad intuire lo stato d'animo di un'altra.

giovedì 27 dicembre 2007

SCRITTI diVERSI


Come parlare sporco e influenzare la gente

Passavo ore interminabili, giornate intere tutto solo soletto a fare i compiti a casa, in cucina, sul tavolo ricoperto da un'incerata a fiorami, accanto alla ghiacciaia (ai cui piedi la bacinella di scolo traboccava eternamente) e sotto la lampada senza paralume, da cui pendeva un cordone bruno con un nodo in cima, dove le mosche andavano in amore.

Mi facevano pena, un pò, le maledette mosche. Male, non facevano male a nessuno: Si, dicevano che attaccano tante malattie alla gente, però non avevo mai inteso di nessuno che una mosca gli avesse attaccato qualcosa.

Invece mia cugina aveva attaccato lo scolo a due tizi, ma nessuno le dava addosso con lo schiacciamosche, a lei.


Lenny Bruce

sabato 22 dicembre 2007

LA MAKABRA....CASA MAGICA






la Makabra...Casa magica

vissuta da creature di ogni luogo forma e colori
suoni e movimenti in splendida armonia
per anni...
un mattina all'alba
gli uomini bianchi vennero con le ruspe...
e la makabra smise di vivere.
Era il 20 novembre 2006 a.c.(any català)...
quel giorno lasciavo Barcelona

Roberto de Domenico

AMORE per la SAPIENZA




Socrate non scrisse nulla.


II parte (la prima è stata pubblicata Domenica 16 Dicembre)

Il bene per l'uomo è ciò che fa sì che egli diventi quello che la sua natura più profonda esige. Se io rifletto, potrò giungere a scoprirlo, per cui è proprio il sapere, la conoscenza, che permette all'uomo di conoscere se stesso e quindi di conoscere qual è il modo più adatto per vivere felice. Colui che sa - secondo Socrate - sa far bene i propri calcoli e sceglie in ogni caso la cosa migliore per lui, indicata dai greci col termine di areté. La vera felicità pretesa da Socrate è quella duratura, la quale non può essere la felicità del corpo, che è caduco, ma soltanto quella dell'anima, che è immortale. Il motto delfico vorrà allora dire, per Socrate, "conosci la tua anima", "conosci la tua psyché", giacché l'uomo, nella sua essenza più profonda, non è altro che la sua anima. E' proprio nel pensiero di Socrate che il tema dell'anima esce dal contesto religioso - caratteristico di Orfismo e Pitagorismo, concezioni mitico-religiose di quei tempi - per diventare, attraverso un processo di moralizzazione e di individualizzazione, il fulcro del discorso morale.Se "compiere ciò che è proprio a ciascuno" è per Socrate il principio di ogni atto morale, con questa affermazione egli da un lato si ricollega ad un qualcosa che era profondamente radicato nella concezione del tempo (l'areté come eccellenza, abilità, capacità) ma dall'altro, con lui per la prima volta, si rende indipendente dal giudizio degli altri, dalla gloria e dall'onore. ecco la grande novità socratica: non è più l'opinione degli altri, sia pure quella dei buoni e dei giusti, che deve determinare l'uomo. Ciascuno deve invece "conoscere se stesso" e sviluppare ciò che è "proprio" della sua natura, senza preoccuparsi delle cose altrui, finché non sia in chiaro con se stesso. In breve, l'uomo veramente libero è colui che usa il proprio corpo e le cose senza esserne schiavo, è dunque colui che sa dominare se stesso, dirigere i propri impulsi e istinti senza negarli ma usandoli senza eccedere. Colui che al contrario diventa schiavo dei suoi istinti, lo fa perché, secondo Socrate, non ha riflettuto abbastanza, non ha conosciuto qual è la verità e la felicità. "Pecca" insomma per ignoranza, giacché crede che quelle cose siano per lui le più adatte. Un errore di giudizio è quindi alla base di ogni colpa e di ogni vizio. Al contrario, se uno sapesse veramente qual è la cosa più giusta, si comporterebbe, per Socrate, di conseguenza, e non "peccherebbe" più... perché non ci si può rendere schiavi, direbbe Socrate, di ciò che non ha valore.Quello che Socrate sostiene è un ideale molto alto, che forse è accessibile soltanto a pochi. Tuttavia la sua è una vera e propria svolta rispetto ai Sofisti. Se infatti in precedenza alla domanda "che cos'è la virtù", si era risposto nei modo più diversi: è il coraggio, è la giustizia, è la forza, oppure non esiste, ora, con Socrate, si vuole conoscere qual è l'elemento universale, il Bene, che fa del coraggio, della giustizia, della forza altrettanti beni. A questo problema, come sappiamo, Socrate non giunse a rispondere. E' celeberrima la sua affermazione a riguardo: io so di non sapere! (cfr. Apologia, 21-23 c). Eppure tutto ciò non lo porterà né verso lo scetticismo né verso il nichilismo. In primo luogo perché egli aveva una fede assoluta nel significato di una azione condotta in conformità a ciò che si ritiene sia il bene: si ricordi che Socrate ha suggellato questo insegnamento con la sua morte. In secondo luogo, egli era convinto che l'uomo deve impegnarsi a fondo nella conoscenza, anche se non potrà raggiungere un sapere perfetto. E' questo il mezzo migliore per raggiungere la felicità, giacché "una vita senza ricerca non è vita umana" (Apologia, 38 a).

IntroVERSI "Il Sabato nel villaggio"

Se pur fatiche e sogni...

Se pur fatiche e sogni
e la mesta ubbidienza åme malvivo
fanno, e rare tue fronde, poesia,
un'ultima gaiezza mi soccorre
e brevemente il mio deserto illude.
Sorriso estremo, labile
zampillo d'acque che dal perso tempo
smorzato appena insorge, e i duri raggi
del dispietato sole di mia vita
fa un attimo brillare,
ultimo dono dell'avara infanzia,
questo: giocare.


Sergio Solmi

venerdì 21 dicembre 2007

BUON NATALE




TEATRODELLALUNASTORTA

RUMORI FUORI SCENA



IL CLASSICO DELLA RISATA

La compagnia Attori & Tecnici del Teatro Vittoria di Roma

giovedì 20 dicembre 2007

IL PRIMO DOMINIO IN ITALIA



- Il primo dominio nazionale '.it'compie vent'anni.




il 23 Dicembre 1987 nasceva CNR.it


Fu infatti il Cnr, il Consiglio nazionale delle ricerche, a depositarlo e a far nascere la rete italiana, la quarta in Europa. E oggi e' ancora l'Iit, l'Istituto di Informatica e Telematica del Cnr, a registrarei domini nel nostro Paese, che nel frattempo sono diventatiun milione e mezzo, sono sesti al mondo per diffusione, ecrescono di circa 20 mila al mese. Lo ricorda la newsletter dell'Istituto, che riporta le testimonianze dei pionieri diallora che hanno fatto la 'storia' della rete tricolore. Il primo collegamento in assoluto alla rete Internet - il 30 aprile del 1986: da Pisa agli Stati Uniti, passando per il satellite - fu frutto del lavoro dei ricercatori dell'allora neonato Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico(Cnuce). Alla stessa struttura, venti mesi dopo, le autorita' americane che regolavano (e regolano ancora) la rete, assegnavano la gestione del Registro dei domini ''.it'' invirtu' delle competenze tecniche e scientifiche maturate dai suoi esponenti, quarti in ordine di tempo in Europa ad adottare l'Internet protocol. Il servizio di registrazione(tecnicamente: Registro del ccTLD .it) oggi e' gestito dall'Iit-Cnr di Pisa, erede del Cnuce. All'epoca non esistevaancora il World Wide Web, l'Internet per eccellenza, identificato dalla sigla www.''Nessuno, tra i ricercatori che allora contribuirono a realizzare la prima infrastruttura di rete, avrebbe mai creduto che quello strano modo di far parlare tra loro computer diversi, sparsi in ogni luogo nel mondo, un giorno avrebbe rappresentato uno dei principali mezzi di comunicazione. E non per gli scienziati, ma per la gente comune'', osserva l'ingegner Enrico Gregori, direttore dell'Iit-Cnr e responsabile del Registro del ccTLD.it. ''Se oggi in Italia e nel resto del mondo - prosegue Gregori -, parole come blog, email, Web e domini sono entratea far parte della vita quotidiana lo si deve soprattutto a quella generazione di ricercatori che, negli anni '80, ha saputo guardare al futuro, costruendo mattone su mattone il medium piu' esplosivo dell'era moderna''.

A PIEDI NUDI NELL'ANIMA

TEATRO GRECO
Stabile del Teatro musicale e della danza
Via R.Leoncavallo, 10 - Roma
Info e Prenotazioni
06.8607513
ticket line - www.teatrogreco.it

mercoledì 19 dicembre 2007

CONCERTO di NATALE


Concerto di Natale

Coro femminile “Euphonè” dir. Stefano Terribili

Zampogna Antonio Di Benedetto

Ciaramella Davide Grottelli

Lanuvio, Chiesa dell’Immacolata 20 dicembre 2007 ore 18,00


Duo Doppiocanto
“Gli Antichi suoni”


Organo, zampogna Antonio Di Benedetto

Ciaramella Davide Grottelli

Nemi, Chiesa S. Maria del Pozzo 22 dicembre 2007 ore 18,30

Stefano Terribili
è diplomato in Trombone a tiro presso il Conservatorio di musica “S. Cecilia” di Roma sotto la guida del M° Gianni Mazzoni. Ha studiato Organo con il M° compositore Mario Terribili. Si è distinto, in ambito corale, vincendo il primo premio nel I e II Concorso Regionale di Canto Corale “Città di Vallecorsa” ed il premio “Nino Antonellini” per la migliore esecuzione di brano rinascimentale, con il Coro Polifonico “Mario Terribili” , che ha partecipato nel ’94 e ’96 all’ XI e XIII Concorso Polifonico Nazionale “Guido D’Arezzo; vincendo il secondo premio nel Concorso Regionale “Città di Zagarolo” nel 2002 con il Gruppo Polifonico “Città di Marino” e il secondo premio al V Concorso nazionale di Polifonia Sacra “Premio S. Tommaso D’Aquino –Medaglia d’Oro” nel marzo 2003.
Ha frequentato il Corso di qualificazione professionale per Direttori di coro tenuto dalla Fondazione “Guido d’Arezzo” con il patrocinio dell’UE, diplomandosi nel 1996.
E’ cantore nella “Cappella Lateranense” della Basilica di S. Giovanni in Laterano di Roma. Dirige inoltre il Coro Polifonico Città di Marino e il Coro “Luigi Colacicchi” di Roma.



Davide Grottelli
studia sassofono con Gianni Oddi e approfondisce lo studio legato all’improvvisazione con Maurizio Giammarco.
Studia arrangiamento jazz con Ettore Gentile, Bruno Tommaso e Fabrizio Cesare.
Studia flauto traverso con Viviana Fanasca.
Sassofonista poliedrico, vanta diversissime esperienze artistiche, dal jazz alla musica contemporanea, dal dub etnico alla musica leggera d’autore. Collabora con sperimentatori come Gianni Nocenzi e Leonardo Gensini . E’ grazie a questi ultimi che ha l’opportunità di conoscere e di utilizzare l’E.W.I. (uno strumento elettronico a fiato) e di sperimentare l’applicazione dell’elettronica in modo creativo agli strumenti acustici. Ha scritto musiche per il teatro, per la danza, per spettacoli multimediali partecipandovi anche come live performer. La passione per la musica etnica l’ha da sempre avvicinato alle culture “altre” e soprattutto agli strumenti a fiato in esse usati. E’ abbastanza recente “l’incontro” con la ciaramella e la collaborazione nata con il M° Antonio Di Benedetto alla zampogna.
Ha collaborato tra i tanti con: Logos Ensemble, Gianni Oddi, Ettore Fioravanti, Aldo Bassi, Feliciano Zacchia, Francesco Mazzeo, Riccardo Fassi, Stefano Cantarano, Zsolt Kovacs, Gianluca Renzi, Aldo Bassi, Giancarlo Schiaffini, Rocco Papaleo, Emilio Dino Conti, Adele Passerini, Christine Hamp, Pantarei, Teresa De Sio, Umberto Bindi, Franco Micalizzi, Emanuele Friello, Tullio De Piscopo, Amii Stewart, Mark Wolfson, Otomo Yoshihide, Elliott Sharp, Nour Eddine Fatty.

Antonio Di Benedetto
si è formato musicalmente nel Conservatorio “Lorenzo Perosi” di Campobasso affrontando gli studi pianistici, clavicembalistici, organistici in particolare con i maestri Giorgio Carnini, Italo Di Cioccio, e diplomandosi in Organo e Composizione organistica e in Didattica della Musica. Successivamente si è perfezionato all’Accademia nazionale per l’organo italiano di Pistoia, ai Corsi estivi a Lanciano, Montreux (CH), all’Accademia Chigiana di Siena e presso l’AIDA di Roma dove ha seguito un corso biennale sul repertorio per organo e orchestra che ha più volte eseguito, anche nell’ambito del “Rome Festival”. E’ socio fondatore e presidente dell’Associazione musicale “Silvio Stampiglia” di Lanuvio (RM) per la quale organizza concerti e rassegne tra cui “L’Organo nelle Chiese dei Castelli Romani”. Svolge attività concertistica come solista, con orchestra, in varie formazioni cameristiche e collaborando con cantanti e varie istituzioni corali; con il quartetto “Divertissement” si è anche cimentato in repertori particolari quali quelli per flauto e trio jazz.
Attualmente si sta dedicando anche allo studio della zampogna e dei relativi repertori
in duo con il M° Davide Grottelli alla ciaramella.
Svolge inoltre attività di docente di ed.musicale negli istituti statali e nei corsi strumentali organizzati nell’ambito della scuola dell’Associazione musicale “Silvio Stampiglia”.




L’Associazione musicale “Silvio Stampiglia” di Lanuvio
opera sul territorio comunale e provinciale dal 1993 con lo scopo della diffusione della cultura musicale. Attività corale, lezioni-concerto nelle scuole, rassegne concertistiche, sono lo strumento per tale obiettivo. Tra gli eventi organizzati, “L’ Organo nelle Chiese dei Castelli Romani”, novità nel panorama musicale locale, e le rassegne corali dedicate a Giacomo Lauri Volpi, il famoso tenore nativo di Lanuvio.
All’interno dell’Associazione opera una scuola di musica con corsi strumentali, vocali; un laboratorio di musica d’insieme diretto da Davide Grottelli; il coro femminile “Euphonè” diretto da Stefano Terribili.




martedì 18 dicembre 2007

PROGRAMMA OPERAVIVA


lunedì 17 dicembre 2007

OPERAVIVA - Ludwig van Beethoven "Serenata op.41"



Prosegue la rassegna musicale "OPERAVIVA". Domenica 16 dicembre il concerto per Flauto & Pianoforte ha deliziato la sensibilità musicale dei presenti.
Il secondo incontro della rassegna, dopo la guida all'ascolto dell'opera lirica con
"I Pagliacci", illustrata da Claudio Laganà, ha visto la magnifica esibizione dal vivo di Marco De Santis al pianoforte e Federica Valentini al Flauto, su musiche di compositori quali: A.Vivaldi, L.van Beethoven, C.Stamitz e F.Doppler. Il concerto è stato accompagnato dalla sapiente lettura ricca di indicazioni tecniche e di caratteristici aneddoti sugli autori, da parte di Claudio Laganà, curatore tra l'altro della guida all'ascolto dell'opera lirica.

I due musicisti, in poco più di un'ora di concerto, hanno interpretato alcuni autori del '700 e '800 musicale, riscuotendo un meritato apprezzamento e indiscusso consenso da parte del pubblico presente.

Ricordiamo di seguito il programma della rassegna, ad ingresso gratuito, fortemente voluta e realizzata dal Teatro della Lunastorta ed in particolar modo da Francesco Tosti e Claudio Laganà, il primo sensibile alla diffusione della buona cultura nella periferia romana ed il secondo esperto ed appassionato di musica.

Programma della Rassegna:

Incontri realizzati:

Guida All’ascolto del 02 Dicembre:
Programma
“I pagliacci” di Ruggero Leoncavallo

Concerto del 16 Dicembre - Flauto e pianoforte interpretano il ‘700 e l’800
Programma:
o A. Vivaldi: Concerto in Fa Maggiore “La tempesta di mare”
o A. Stamitz: Concerto in Sol Maggiore
o L. van Beethoven: Serenata in Re Maggiore
o F. Doppler:
Fantasia pastorale Ungherese

Incontri Futuri:

Concerto del 20 Gennaio - La strana coppia: il flauto e la chitarra
Programma:
o Henri Sauguet Six pieces faciles
o J. S. Bach Sonata in Do Maggiore BWV 1033
o M. Giuliani Serenata op. 127
o F. Biscione Sonatina per flauto e chitarra
o B. Bartok Danze popolari rumene
o J. Feld Deux danses
o M. Castelnuovo -
Tedesco Sonatina op. 205

Guida All’ascolto del 17 Febbraio:
Programma “La Traviata” di Giuseppe Verdi

Concerto del 30 Marzo - Flauto e pianoforte interpretano il tardo ‘800
Programma
o C. Reinecke Sonata “Undine”
o C. Chaminade Concertino
o G. Faurè Fantasia
o C. Reinecke
Concerto in Re Maggiore

Concerto del 27 Aprile - Una carrellata: dal Rinascimento ai giorni nostri
Programma
o F. Schubert Originaltanze
o D. Cimarosa Ouverture “Il matrimonio segreto”
o F. J. Haydn Sonata in Do
o F. Schubert Lieder
o A. Piazzolla Cafè 1930
o Anonimo Greensleeves to a ground
o H. Villa – Lobos Bachianas brasileiras n°5
o J. Ibert
Entr’acte

Guida All’ascolto del 11 Maggio:
Programma “Don Pasquale” di Gaetano Donizetti

per info: 389.9616642 - 06.72671126

domenica 16 dicembre 2007

AMORE per la SAPIENZA

Socrate non scrisse nulla

e tutto ciò che sappiamo di lui lo dobbiamo in massima parte a Platone (che fa di lui il personaggio principale di quasi tutti i suoi Dialoghi) e a Senofonte (cfr. I Memorabili). Socrate non scrisse nulla. Il che non fu affatto casuale. Non era, in quell'epoca, nulla di particolare strano, anche perché ben pochi sapevano scrivere. Però Socrate non scrisse nulla volutamente. Perché? Perché la filosofia come lui la intendeva non si poteva limitare a qualcosa di scritto, visto che nessuno scritto - secondo Socrate - può stimolare alla ricerca ma può solo comunicare una dottrina. In altri termini, la filosofia era vista da Socrate come un dialogo continuo, un esame incessante di sé e degli altri e non un insieme di teorie preconfezionate. E lo scopo della filosofia è quello di aiutare l'uomo a venire in chiaro a se stesso, portarlo al riconoscimento dei suoi limiti e renderlo giusto, cioè solidale con gli altri. Perciò Socrate prese come suo motto ciò che era scritto sul frontone del tempio di Apollo a Delfi, e cioè gnoti sauton, "conosci te stesso". E "conosci te stesso" vuole appunto dire: riconosci in primo luogo quello che sei, e cioè un uomo, per cui un abisso ti separa dal divino! Fu questa, forse, la più alta forma di ammonimento da parte di un dio greco. Questa massima, la più conosciuta del pensiero greco, non perse mai il suo valore ed ecco spiegato perché Socrate poté accoglierla come sua (anche se per lui avrà anche un'altra accezione, come vedremo).Per conoscere noi stessi, la prima condizione è quella di riconoscere le proprie possibilità ed i propri limiti, cioè liberarci dalla vana presunzione di sapere tutto (come sostenevano ad es. i Sofisti). Per arrivare a ciò, Socrate si serviva di un particolare metodo che ha i suoi punti salienti nella ironia e nella maieutica.L'ironia (dissimulazione, finzione) è quell'insieme di domande, interrogativi, provocazioni paradossali di cui Socrate si serviva per distruggere la presunzione di sapere del discepolo, per far quindi sorgere il dubbio sulle proprie conoscenze riconoscendone la fragilità, e per impegnare successivamente il discepolo nella ricerca della verità libero ormai da pregiudizi e illusioni.Dopo aver distrutto il sapere fittizio del discepolo, Socrate non vuole però che egli si appropri delle teorie eventuali del maestro. Socrate non vuole dare al discepolo una sua dottrina, bensì lo vuole stimolare nella ricerca della sua, personale verità. Questo modo di procedere è la maieutica, l'arte della levatrice, che la madre di Socrate, Fenarete, esercitava. come la levatrice aiuta le donne a partorire i figli, così Socrate vuole aiutare il discepolo a partorire da solo la verità.La ricerca della verità è, al tempo stesso, la ricerca del vero sapere e del modo migliore di vivere. Infatti l'uomo non può che tendere a scoprire quello che è e quello che deve fare per vivere nel modo migliore. Ma questo vuol dire che colui che conoscesse il bene, dovrebbe agire di conseguenza e vivere secondo virtù. Si tratta soltanto di sapere che cosa è veramente il bene.


Prima Parte

sabato 15 dicembre 2007

IntroVERSI "Il Sabato nel villaggio"


Edmond Haraucourt

" Partire è un po' morire
rispetto a ciò che si ama
poiché lasciamo un po' di noi stessi
in ogni luogo ad ogni istante.
E' un dolore sottile e definitivo
come l'ultimo verso di un poema...
Partire è un po' morire
rispetto a ciò che si ama.
Si parte come per gioco
prima del viaggio estremo
e in ogni addio seminiamo
un po' della nostra anima. "

mercoledì 12 dicembre 2007

IL MONDO E' UNA PALLINA


Le fiabastrocche in musica

Sono il nuovo progetto del Teatro della Lunastorta, curato da me medesimo (proprio come si scrive sugli assegni) per quanto riguarda la rima ed il racconto, la sceneggiatura ed i fumetti sono opera di Michele Di Trani, mentre Rita Piccinni si occuperà dell'aspetto musicale. Ci siamo persi per strada Loredana, che avrebbe dovuto curare la regia, perchè ha deciso di avviare un altro ben più importante progetto: Un bel bebè.

Auguri di cuore Loredana, ricordo con piacere gli incontri al caffè di cinecittà per capire cosa si sarebbe potuto fare insieme. Mi hai fatto apprezzare la tua arte e i tuoi meravigliosi cappelli. Qualora ti venisse voglia di collaborare anche solo a sprazzi..... non esitare.

Le Fiabastrocche sono filastrocche che raccontano, accompagnate dal suono del pianoforte o di piccoli strumenti a percussione, la fiaba di un personaggio. Nello spazio scenico ci sarà un narratore, un attore e un musicista. Il narratore e l'attore avranno dei ruoli intercambiabili, il musicista avrà l'arduo compito di disegnare con la musica, le movenze e il ritmo narrativo dei due precedenti.
Il personaggio di questa fiabastrocca è una pallina, che nel suo girovagare diventa mondo.


La fiabastrocca è composta da più filastrocche che raccontano in versi la storia.


Se ne avete voglia vi invito a leggere "La Pallina Macchinina" una delle composizioni della fiabastrocca dal titolo "IL MONDO E' UNA PALLINA", il progetto che dovrebbe vedere la luce durante l'anno che verrà..... magari come il bebè di Loredana: sarebbe fantastico.


La Pallina Macchinina
Fiabastrocca in musica
Il mondo è una pallina

Un ometto di casa, sereno lui esce
ed in ufficio vorrebbe si andare
l’auto apre tuffandosi a pesce
ed in un lampo inizia a sgommare.
Ma la sua corsa dura un pochino
perché il traffico della città
come un bambino un po’ birichino
lo imbottiglia severo…e oplà.
Allora l’uomo deciso a sviare,
sul suo cruscotto, pigia un pulsante
e via deciso inizia a roteare
sembra una palla di gomma volante.
Gli altri signori alla guida seduti
restano un poco basiti e invidiosi;
qualcuno è attonito, c’e chi manda saluti
ma per lo più sono tutti scontrosi.

La macchinina, pallina di gomma
adesso rimbalza e viaggia veloce
forse è contenta, felice, bè…insomma
in un baleno arriva alla foce.
Dentro quel fiume di macchine urlanti
che stramazzanti sono ancor tutti in fila
trova un viottolo ed ascolta dei canti
strombazza il suo clacson ed accende la pila.
L’auto serena per il dovere compiuto
lascia in ufficio il piccolo ometto,
prima di andare con un breve saluto
gli fa un inchino, portando rispetto.
Ora lei è libera e corre felice
anzi rimbalza un po’ birichina
va dai suoi amici e verso la luce
rotola e canta…. Son io la pallina!

Francesco Tosti






martedì 11 dicembre 2007

CONCERTO PER FLAUTO & PIANOFORTE




OperaVIVA





Prosegue la rassegna "OperaVIVA" presso il centro socioculturale "A.Petruzziello" sito in Via Gian Rinaldo Carli, 1 - Gregna S.Andrea Roma - L'ingresso è gratuito.
cell. 389.9616642


Programma del concerto

A. Vivaldi
Concerto in Fa Maggiore “La tempesta di mare”
Allegro
Largo
Presto

A. Stamitz
Concerto in Sol Maggiore
Allegro
Andante non troppo moderato
Rondò

L. van Beethoven
Serenata op. 41
Entrata (allegro)
Minuetto – Trio I – Trio II
Allegro molto
Andante con variazioni
Allegro scherzando e vivace
Adagio
Allegro vivace e disinvolto


F. Doppler
Fantasia pastorale ungherese op. 26

I musicisti


Federica Valentini
Inizia lo studio del flauto nel 1995, con il M°°°°o Giustina Marta e sotto la sua guida si diploma nel 2006 presso il Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila. Segue vari corsi di perfezionamento e Masterclass, in particolare quelli tenuti dal Mo° Michele Marasco. Svolge la sua attività concertistica per lo più in formazioni cameristiche, tra le quali in duo con il pianoforte, in duo con la chitarra,in trio con soprano e pianoforte, e in varie ensembles di flauti. Collabora con la “Piccola Orchestra 900”, dell’associazione “Musica e arte”, come secondo flauto e ottavino, con la quale si è esibita anche all’Auditorium “Parco della musica” di Roma. All’attività concertistica affianca quella di insegnamento.

Marco De Santis
Si diploma presso il Conservatorio di “Santa Cecilia” in Roma sotto la guida del M° Carla Giudici. Ha partecipato ai corsi di perfezionamento e di interpretazione pianistica organizzati a Bruxelles dal M° A. delle Vigne e ai corsi di perfezionamento e interpretazione pianistica tenuti dal M° Carla Giudici a Roma presso l’AMOR. Ha tenuto concerti per pianoforte per i LIONS di Tivoli e Hinnerweel di Guidonia. Ha partecipato a manifestazioni concertistiche quali: Primavera in Musica (Monterotondo 1993), Concerti nel Castello (Palombara 1995), Concerti del Tempietto Festival delle Nazioni (Roma 1996). Nel 1998 con il M° Maurizio Angelozzi esegue il “Carnevale degli animali” di C. Saint-Saens per due pianoforti e orchestra, insieme all’Orchestra della Sabina, composta dai migliori elementi dell’Orchestra del Teatro dell’Opera e della Rai di Torino. Dal 1993 si dedica con passione alla direzione di coro preparando e dirigendo la Corale Polifonica “Nuove Armonie” di Villanova di Guidonia, con la quale ha svolto una intensa attività concertistica. Dal 2001 collabora con la Scuola Media “Giovanni XXIII” di Villanova di Guidonia per la realizzazione di un coro giovanile con il quale nella primavera 2004 vince il primo premio assoluto del concorso “Primavera in musica” a palombara Sabina. Nel 2003 è fondatore insieme a Don Lorenzo Eijmofor e direttore del Tibur Gospel Singers con il quale ha intrapreso una intensa attività concertistica. È ideatore e organizzatore insieme al M° Daniele Schiavetti della manifestazione estiva di “Tivoli Classica festival internazionale di musica classica” e “I concerti del Chiostro” a Tivoli.
il nuovo appuntamento con "OperaVIVA" è fissato per il 20 Gennaio ore 17:30
Francesco Tosti

NON SOLO NATALE



I GHIRIGORI

presentano:

NON SOLO NATALE

dai carols natalizi al Signore degli Anelli


diretto dal maestro Roberto Gori

Domenica 16 dicembre 2007

ore 18

al Teatro Viganò

p.zza Fradeletto 17 (ROMA
)


lunedì 10 dicembre 2007

BENEDETTA TOSTI in Lezioni di Piano

domenica 9 dicembre 2007

AMORE per la SAPIENZA


La filosofia alberga in ognuno di noi
Rieccoci con la consueta rubrica domenicale che guarda, con rispetto, alla filosofia.
La rubrica intende, come d'altronde il BLOG nella sua intierezza, mettere a disposizione dei visitatori di questo strumento, i quali crescono e vi ringrazio, personaggi e temi della nostra storia e della nostra cultura.
Visto che sono solo innamorato dell'arte e del bello in genere, propongo ciò che mi piace, cercando di stimolare esclusivamente l'interesse e la curiosità del visitatore.
Ieri è ritornata la rubrica "IntroVersi" che ha come obiettivo quello di far leggere versi a volte miei, e vi chiedo di perdonarvi, a volte di autori che hanno fatto della poesia la loro ragione della loro vita.
Tanto per dire; che il sudore e le lacrime che si versano nell'arte, quella vera, quella che viene fuori dal cuore, dall'anima, dai precursori, e non quella da botteghino, può essere paragonabile a qualsiasi altro lavoro disponibile e utile per la collettività.
Secondo un mio modesto parere il nocciolo della questione consiste in questo: l'arte e la lettura "deve" essere fruibile per tutti, ma non sotto forma di evento, ma resa compagna disponibile e insostituibile della giornata.
La lettura, la poesia, la commedia, la musica, aiutano a riabilitare lo spirito che si lascia guardare meglio da noi stessi: non dagli altri. Gli altri trarrano i benefici dovuti successivamente. Dovremmo essere noi per primi a guardarci dentro, in modo da poter comunicare agli altri senza nascondersi dietro citazioni, ma riconoscendo la nostra stessa natura elevandola a digna cornice del nostro essere. Ognuno di noi dovrebbe intraprendere un percorso filosofico basato sulla propria esperienza, scevro da citazioni e contaminazioni esterne: difficile a fare, più facile a dire.
Per questo propongo da un pò di tempo rassegne di musica e teatro, che possano con la loro visione ed il loro ascolto, rilassare l'animo inquieto dei giorni andati. A breve sto preparando alcuni incontri sulla poesia e sulla filosofia, fruibili a tutti ed in posti dove si possa serenamente godere di opere dal così alto valore morale e spirituale.
Quindi, ritornando indietro nel discorso intrapreso, sul Blog, ieri è ripresa la rubrica sulla poesia. Avrete visto una foto della mia famiglia e di seguito i versi, di un noto poeta, che ho fatti miei e dedicato a mia moglie: donna coerente e dal carattere difficile, come difficile è il carattere di tutte le persone coerenti.
Oggi riprendo la rubrica di filosofia, dopo la sosta per il viaggio a Praga, del quale avrete sicuramente visto qualche foto. Sono partito con due donne e quattro bambini, e devo dire che è stato molto divertente; anche la neve ci aiutato, come il santino nascosto nel taschino di Davide che, secondo lui ci ha dato protezione in volo. Va bene anche questo dato che il sottoscritto ha una paura matta di volare.
La rubrica di filosofia si apre con una foto di mia figlia Benedetta, la quale ostinatamente copia le espressioni giornaliere del mio viso. Devo dire che lei riesce meglio, e questo spunto mi serve per dire che l'amore per la sapienza inizia da piccoli: Vorrei solo portarvi a conoscenza dell'attenzione che pripone Benedetta per le cose nuove e per l'arte in genere. Vorrei rendere noto che si da piccola mi ha seguito durante gli spettacoli teatrali, durante le organizzazioni di manifestazioni, di quali testi teatrali conosce, e di quale musica ascolti Benedetta. La piccola, conosce a memoria i testi di canzoni come: Confessioni di un malandrino di Branduardi, Don Chisciotte di Guccini, Che cos'è l'amor di Vinicio Capossela, Via del Campo di Fabrizio De Andrè, così come tutte le canzoni di Fabrizio De Andrè tratte dalla buona novella.
Vi posso assicurare che mia figlia gioca e si diverte da matti. Eppure oltre alle solite menate che ci propina il mondo, lei si affaccia sullo stesso cercando di capire cosa c'è di vero e cosa c'è di bello. Ma la cosa più entusiasmante inizia quando vorrebbe commentare i versi letti o cantati insieme, spingendosi oltre la soglia dell'immaginabile, cercando di contestualizzare un testo rendendolo alla fine comprensibile. Roba da Filosofia ZELIG. Benedetta mi ricorda un pò il filosofo Platone, perchè sin da piccola, per ovvi motivi, non ha mai utilizzato la scrittura per imparare e far ascoltare il proprio pensiero ai suoi piccoli amici, che giustamente la rimproverano addidandola come bambina un pò strana.
"Strano è colui che è distante dal proprio essere e che straniero si allontana dalla vita in cerca di effluvi e bagordi".
Probabilmente questa sarà una citazione che qualcuno, da quando esiste il mondo, avrà pur citatamente detto..... o magari dettamente citato.

Francesco Tosti

sabato 8 dicembre 2007

IntroVERSI "Il Sabato nel villaggio"



A mia moglie

Tu sei come una giovane
una bianca pollastra.
Le si arruffano al vento
le piume, il collo china
per bere, e in terra raspa;
ma, nell'andare, ha il lento
tuo passo di regina,
ed incede sull'erba
pettoruta e superba.
È migliore del maschio.
È come sono tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio,
Così, se l'occhio, se il giudizio mio
non m'inganna, fra queste hai le tue uguali,
e in nessun'altra donna.
Quando la sera assonna
le gallinelle,
mettono voci che ricordan quelle,
dolcissime, onde a volte dei tuoi mali
ti quereli, e non sai
che la tua voce ha la soave e triste
musica dei pollai.

Tu sei come una gravida
giovenca;
libera ancora e senza
gravezza, anzi festosa;
che, se la lisci, il collo
volge, ove tinge un rosa
tenero la tua carne.
se l'incontri e muggire
l'odi, tanto è quel suono
lamentoso, che l'erba
strappi, per farle un dono.
È così che il mio dono
t'offro quando sei triste.

Tu sei come una lunga
cagna, che sempre tanta
dolcezza ha negli occhi,
e ferocia nel cuore.
Ai tuoi piedi una santa
sembra, che d'un fervore
indomabile arda,
e così ti riguarda
come il suo Dio e Signore.
Quando in casa o per via
segue, a chi solo tenti
avvicinarsi, i denti
candidissimi scopre.
Ed il suo amore soffre
di gelosia.

Tu sei come la pavida
coniglia. Entro l'angusta
gabbia ritta al vederti
s'alza,
e verso te gli orecchi
alti protende e fermi;
che la crusca e i radicchi
tu le porti, di cui
priva in sé si rannicchia,
cerca gli angoli bui.
Chi potrebbe quel cibo
ritoglierle? chi il pelo
che si strappa di dosso,
per aggiungerlo al nido
dove poi partorire?
Chi mai farti soffrire?

Tu sei come la rondine
che torna in primavera.
Ma in autunno riparte;
e tu non hai quest'arte.

Tu questo hai della rondine:
le movenze leggere:
questo che a me, che mi sentiva ed era
vecchio, annunciavi un'altra primavera.

Tu sei come la provvida
formica. Di lei, quando
escono alla campagna,
parla al bimbo la nonna
che l'accompagna.

E così nella pecchia
ti ritrovo, ed in tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio;
e in nessun'altra donna.

(Umberto Saba)

venerdì 7 dicembre 2007

COSI' E' (se vi pare)


Ieri mi è pervenuta una e.mail, sulla posta elettronica, da parte di una conoscente che citava il testo di Pirandello. Ho preso spunto da questa e.mail, per mettere a confronto un brano di una commedia di Vincenzo Salemme e l'autore siciliano. Mi pare azzardato scomodare Pirandello, come recitava la e.mail, per vicende chiare e limpide come il sole. Ringrazio la persona che l'ha inviata ma io, più simpaticamente, per l'occasione utilizzerei il dialogo tra i tre fratelli: Enzo, Cico e Stefano nella commedia ...E fuori nevica. Il dialogo avviene nel salotto di casa dove, i tre personaggi, alle prese con una scommessa telefonica utile a scoprire "chi è bambola" si ingegnano a stanare l'identità della persona in causa. Ci riescono grazie all'arguzia di Cico, il personaggio ritenuto, a torto, l'anello debole della famiglia, a causa della sua malattia. Chi vuole può fare un raffronto sicuramente "irriverente" ma probabilmente esaustivo, tra il significato del testo di Pirandello ed il gustoso intreccio telefonico di Vincenzo Salemme. Tanto per dire.... non facciamone un dramma, nella vita si indossano i panni di vari personaggi, e questi personaggi come in teatro, ci rimangono dentro arricchendo o sminuendo il proprio bagaglio umano. Una sola cosa, per quanto mi riguarda, non arricchisce l'animo umano: La menzogna. Quando si risponde ad una domanda precisa con la menzogna, questa è foriera di persona ambigua che accompagna spesso una fosca figura. Quando ci si nasconde di fronte all'evidenza si rafforza il concetto sopra citato a causa della reiterata menzogna.
Ognuno è libero di fare ciò che si vuole; la menzogna, studiata per sviare il proprio essere del momento, è portatrice di delusione per chi è vittima di menzogna e di trasfigurazione della persona menzoniera. "Non c'è peggior bugiardo di chi mente a se stesso".
Ovviamente ringrazio la mia conoscente per la e.mail inviatami, la quale e mi ha dato spunto per scrivere e chiarire questo aspetto....come piace a me.

Adesso ecco a voi: Pirandello.

Così è (se vi pare) è tratta dalla novella La Signora Frola e il Signor Ponza, suo genero contenuta nella raccolta Una giornata. Il titolo, dal sapore ironico, racchiude la problematica esistenziale che Pirandello affronta nella storia: l’impossibilità di avere una visione unica e certa della realtà.Il tema sarà attentamente sviscerato nel romanzo del 1926, Uno, nessuno e centomila, ma appare già chiaro in questa commedia nelle parole proferite da Lamberto Laudisi: «Io sono realmente come mi vede lei. — Ma ciò non toglie, cara signora mia, che io non sia anche realmente come mi vede suo marito, mia sorella, mia nipote e la signora qua — … Vi vedo affannati a cercar di sapere chi sono gli altri e le cose come sono, quasi che gli altri e le cose per se stessi fossero così o così». Queste battute poste a inizio commedia, quasi un’introduzione fatta dall’autore stesso per chiarire quale sia il punto cruciale di tutta la vicenda, mettono subito il lettore o lo spettatore di fronte a una prospettiva diversa che li allontana dal banale pettegolezzo. Tutto un paese si affanna per sapere quale sia la verità intorno allo strano comportamento della famiglia Ponza. La curiosità nasce dal fatto che la sedicente madre della Signora Ponza, la Signora Frola, non vive con la figlia e il marito, anzi non entra neanche in casa loro, comunica con la figlia solo attraverso dei bigliettini scambiati per mezzo di un cestino calato dalla finestra. Alla Signora Frola la gente pone insistenti domande, e la poveretta si vede costretta ad asserire che il Signor Ponza, avendo perso nel terremoto tutti i suoi parenti, ha un amore ossessivo per la moglie che gli impedisce di farla uscire di casa e di far incontrare madre e figlia. Dal canto suo il Signor Ponza sostiene, invece, che la Signora Frola sia impazzita, poiché crede che la figlia morta, la prima signora Ponza, sia ancora in vita, scambiandola con la sua seconda moglie: per non deludere la suocera e per non importunare la nuova Signora Ponza, non permette che le due donne s’incontrino. Poiché non c’è maniera di confutare nessuna delle due affermazioni, la gente, smaniosa di dover a tutti costi attribuire una maschera e un ruolo ben definito ai componenti di questa famiglia, non può fare altro che interrogare la Signora Ponza, convinta che solo così finalmente si possa venire a capo del ginepraio.Ma la donna, che entra in scena velata, a simboleggiare l’impenetrabilità della verità, afferma di essere la seconda moglie del Signor Ponza, per il marito, e la figlia della Signora Frola, per la madre, ma per se stessa nessuna: «Io sono colei che mi si crede». Per Pirandello quindi l’uomo non ha una propria essenza a priori, l’uomo diventa una persona solo sotto lo sguardo degli altri, assumendo tanti ruoli e tante maschere, quante sono le persone che lo vedono.

«A te occhiazzurra questi canti deve uno
che ha sete e alle tue labbra beve.
Antichi come lui, come te nuovi,
se giri tutto il mondo non ne trovi.»
(Umberto Saba)

giovedì 6 dicembre 2007

LA FORTUNA SI DIVERTE - Teatro Euclide




Al Teatro Euclide
Piazza Euclide - Roma
nell'ambito della manifestazione promossa da Telethon
Venerdì 7 Dicembre
ore 21:00

mercoledì 5 dicembre 2007

RISCRIVENDO SUDAN




Riscrivendo Sudan



Il VIS, Volontariato Internazionale per lo Sviluppo
vi invita a
"Riscrivendo Sudan"
Giovedì 13 dicembre dalle 20.00 alle 23.00
Casa delle Letterature
Piazza dell'Orologio, 3 - Roma

"Riscrivendo Sudan" è un'occasione per presentare la campagna del VIS "Tutti a scuola", il cui obiettivo è semplice ma fondamentale: ricostuire 20 scuole per 10.000 bambini nel Sud Sudan.

La serata, presentata da Maria Ida Gaeta, Direttrice della Casa delle Letterature e Gianluca Antonelli, Direttore Generale del VIS, si aprirà con la proiezione del video prodotto dal VIS "Il viaggio di Grace", diretto da Franco Angeli e cosceneggiato da Barbara Frandino. Il film documentario racconta il viaggio da Khartoum al Sud Sudan della piccola Grace e di suo padre, attraverso un Paese distrutto da un passato di guerra e proiettato ad un futuro di pace.

Subito dopo, alle 21.00, attori come Flavio Insinna, Sabrina Knaflitz, Valerio Mastandrea, Ignazio Oliva, Nicoletta Romanoff leggeranno alcune significative pagine tratte da "Erano solo ragazzi in cammino", libro di Dave Eggers in cui lo scrittore americano racconta la guerra civile in Sudan attraverso gli occhi di Valentino Achak Deng, un giovanissimo profugo che ora vive negli Stati Uniti.

Alle 22.00 sarà la volta di Niccolò Fabi che presenterà in anteprima il dvd "Live in Sudan", in cui l'esperienza di un concerto tenuto a Khartoum si trasforma in una preziosa occasione per vivere il Paese, la sua musica, la sua storia, il suo popolo e le sue speranze.

Nelle sale della Casa delle Letterature verrà allestita la mostra fotografica "Tutti a scuola" con foto scattate da Beatrice Giorgi e Shirim Amini, che rimarrà esposta fino al 15 gennaio.

Interverranno inoltre Walter Veltroni - Sindaco di Roma, Lorenzo Angeloni - Ambasciatore d'Italia in Sudan, Silvio di Francia - Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Roma, J. Leonard Touadì - Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Roma.

Durante la serata, il cui ingresso è gratuito, sarà anche possibile degustare specialità africane e acquistare artigianato tipico.

Siamo convinti che l'istruzione sia la chiave dello sviluppo umano di tutte le popolazioni. Senza istruzione non c'è futuro per un popolo, non ci può essere sviluppo, non c'è giustizia, non c'è pace.
Attraverso una donazione libera potrete unirvi a noi e sostenerci nella nostra quotidiana azione in Sudan. Per ogni donazione riceverete un mattoncino che simbolicamente rappresenterà il vostro contributo, grazie al quale riusciremo a ricucire il futuro di 10.000 bambini, con la costruzione di aule per accoglierli, con la formazione di insegnanti per educarli, con l'elaborazione di programmi per sostenerli.

Vi aspettiamo!

Per info:
Luca Cristaldi
06.51.629.1 - l.cristaldi@volint.it

Numero Verde 800.123456

Coordinate Bancarie
VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo
Banca Etica
IBAN IT 70F0501803200000000520000
Coordinate Postali
VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo ccp: 88182001
Causale: Tutti a scuola

VIS, via Appia Antica 126, 00179 Roma
Tel. +39 06 516291; Fax +39 06 51629299; www.volint.it

martedì 4 dicembre 2007

COORDINAMENTO TEATRO AMATORIALE




Giovedì 29 Novembre, si è tenuto, presso la commissione cultura del comune di Roma nella sede sita in Via delle Vergini alle spalle della Fontana di Trevi, l'incontro con l'on. Saverio Galeota; presidente della commissione cultura del Comune di Roma.
Il tema affrontato è stato quello di definire il gruppo di lavoro, che costituirà il nucleo centrale del coordinamento, entro la metà di Dicembre.
Inoltre, in prospettiva, si è pensato di far partire i lavori subito dopo la sosta natalizia, una volta formatosi il gruppo.
Infine, entro la fine di febbraio, il gruppo di lavoro, insieme all'amministrazione competente, istituirà la giornata dedicata al Teatro amatoriale, dove saranno resi noti il progetto sviluppato dal coordinamento e gli obiettivi da centrare.

Francesco Tosti

lunedì 3 dicembre 2007

I PAGLIACCI di Ruggero Leoncavallo




L'Opera "I pagliacci" sapientemente raccontata da Claudio Laganà, nell'ambito della rassegna Musicale "OPERAVIVA" organizzata presso il centro Socio Culturale "A.Petruzziello" ha riscosso notevole successo tra i presenti.
La sala gremita, un lembo di periferia illuminato da piccoli fari che bucavano l'umida cortina dei piovaschi che hanno accompagnato l'intera giornata, l'interno del teatro caldo e accogliente, hanno contribuito a rendere magico un pomeriggio domenicale appena conclusosi con il solito frastuono di urla di tenzoni agonistico sportive e di spietati suoni di clacson alla ricerca di un parcheggio in uno dei numerosi centri commerciali che affollano la zona.
Mi è stato detto che Benigni nel suo spettacolo di giovedì scorso ha parlato, tra le altre cose, della cultura, e in particolar modo del coraggio di quelle persone che amano diffondere l'arte e la cultura nel nostro paese.
Mi onora che Benigni, incosapevolmente ha citato il sottoscritto. Da vent'anni, nella periferia romana, con risorse quasi inesistenti, offro alla gente, che ha ancora il coraggio di abbandonare i propri sensi e la propria passione all'arte, incontri e spettacoli a tema.
I personaggi di "Pagliacci": Canio, Tonio e Nedda, il coro partecipe, l'amena località della Calabria, dove il compositore ha assistito da giovane alla tragedia compiutasi, e dalla quale ha preso spunto, si sono materializzati grazie al racconto di Claudio ed al supporto audiovisivo fornitoci dall'ass. cult. Gregna S.Andrea.
Alla fine la gente mi ha ringraziato, come ha ringraziato Claudio ed il suo defibrillatore che da alcuni mesi lo accompagna. Così come lo accompagna la passione per la LIRICA.
Arrivederci al 16 Dicembre con il concerto per flauto e pianoforte.

Francesco Tosti

per info: su OPERAVIVA cell. 389.9616642

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