sabato 5 gennaio 2008

IntroVERSI "Il Sabato nel villaggio"


Favoletta alla mia bambina

Non pianger bimba, non t’accrescer pene;
da sé ritorna, se torna, il tuo bene.
Un merlo avevo, coi suoi occhi d’oro cerchiati,
col palato e il becco d’oro;
cui di pinoli e di vermetti in serbo nascondevo un tesoro.
Schivo con gli altri; con me, di ritorno dalla scuola, festoso;
e tutte, io dico, intendere sapeva il caro amico le mie parole;
onde il dolce e l’acerbo di due anni a lui dissi, a lui soltanto.
E un giorno mi fuggì; fuor del poggiolo mi fuggì nella corte.
Alto il mio pianto, alto suonava;
alle finestre intorno corse la gente ad affacciarsi;
invano lo perseguivo, il caro nome invano ripetevo;
di tetto in tetto errando, più sempre in vista piccolo e lontano,
irridere pareva al grande mio dolore, al disperato dolor mio.
Quel che ho sofferto non puoi bimba tu saperlo;
tutto era perduto; e quando io non piangevo, io non speravo più,
l’alato amico ritornò egli solo alla sua casa, all’esca d’un pinolo.

Umberto Saba

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