
(a mia madre e mio padre)
Cigola la finestra
a palazzo d'Orléans
carezzata dal vento
che profuma d'arancia
e parla con voce
del venditore di sale.
Sbocciano bianche pomelie
dal davanzale di marmo
sul vicolo degli Scalini.
Tu giovane donna normanna
i panni stendi su canne tese di bambù.
Son come bandiere
d'antica casata di re Tancredi,
lenzuola fresche stese
(fra i palazzi del vicolo)
ad asciugare in questo
mattino di maggio.
Incede lento il treno,
lambisce il marciapiede
tra le vie strette del Sicco.
In spiaggia adagia la barca
il pescatore di profilo moresco
ripiegando i pensieri mesti
d'orgoglio saraceno.
Ed ora al tramonto
il sonno
tra l'onde del mare
di Scilla e Cariddi
vuole cullare,
come fra morbide braccia di Madre
il suo bambino.
Sal
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