mercoledì 9 gennaio 2008

MAI PIU' SENZA


Il Lago Ghiacciato

Durante il freddo inverno che avvolge la pianura, lungo i campi coltivati posti ai lati della statale, la strada che taglia in due il piccolo paesino chiamato Saltallegro, si trova un lago che in questa stagione è sempre ghiacciato.
In genere, a partire dal mese di Dicembre, prima dell’arrivo del Natale, Il lago assume un colore verde smeraldo con una crosta di ghiaccio in superficie. Ai primi raggi di sole la crosta brilla e con la luce che sprigiona riesce ad illuminare persino la piazza del piccolo paese chia
mato Saltallegro.
Il lago è meta di turisti in estate per le sue bellezze naturali, per gli alberi ad alto fusto che circondano le rive profonde e sabbiose, e per le verdi colline che lo proteggono dai venti freddi dell’inverno.
Lo specchio d'acqua ha una caratteristica particolare. A partire dal 8 di Dicembre la superficie assume un colore verde più intenso. Questa richiama i riflessi dei raggi del sole al suo interno, anche quando il cielo è coperto di nuvole gonfie e piene di pioggia.
Questo fatto aumenta ancora di più la capacità del lago di immagazzinare la luce dei raggi del sole, e di irradiarla al centro della piazza del paese, posta sui versanti della collina sopra il lago, e di donare alla piazza ed alla sua pavimentazione lastricata di pietra lavica, un colore Verde, come le acque del mare della Polinesia.
La pavimentazione della piazza, in quel periodo sprigiona un’energia pazzesca, che conferisce ai bimbi del paese una voglia e una capacità di gioco 10 volte superiore alla media. Infatti dal 8 Dicembre fino al 26 di Dicembre di ogni anno dal 1965, la piazza rifiorisce di colori dei maglioncini variopinti, indossati da decine di bimbi che vengono preparati dalle loro mamme per l’occasione vestiti a festa.
In questo periodo la piazza risuona continuamente, dalle prime luci del mattino fino a sera, di giochi, di musica, di acrobazie e di colori che i bimbi del piccolo paese di
Saltallegro, con la loro infantile energia profondono senza sosta.
Il lago a qualsiasi temperatura si trovi il giorno del 24 Dicembre, la vigilia di Natale, si ricopre improvvisamente di una lastra di ghiaccio.
Al mattino i vetri di tutte le finestre del paesino, sono ricoperti di una patina di condensa che li rende opachi e che costringe i bimbi del paese ad utilizzare le loro manine per formare un piccolo cerchio in superficie, di modo da poter vedere al di fuori.
Fatto questo, dal piccolo cerchio, si può vedere da tutto il paese e da qualsiasi finestrella con il suo piccolo cerchio; il lago Ghiacciato. E’ il momento più emozionante per ogni bimbo del paese, perché questo vuol dire che il Natale è alle porte e per ricevere i doni tanto attesi bisogna indossare il cappello di lana e i guanti rigorosamente confezionati dalle loro mamme.
Il 24 Dicembre, come per magia, sulle rive del lago ghiacciato, spuntano da dietro i cespugli e si materializzano, 2004 paia di pattini, con la lama ben affilata e dalle diverse misure, pronti per essere indossati dai bimbi del paese di
Saltallegro.
Ognuno di loro, dal mattino, dovrà trovare il paio di pattini della misura del suo piede, proprio come Cenerentola.
Una volta trovata la misura adeguata, ogni bimbo dovrà pattinare per almeno un’ora sul lago ghiacciato, e compiere così, le evoluzioni di cui è capace, senza mai cadere.
I bimbi che avranno completato correttamente le loro evoluzioni, riceveranno il giorno di Natale, Il dono da loro richiesto, che si materializzerà sui rami degli alberi posti sulle rive del lago. Impacchettato e abbellito con una magnifica coccarda il dono riporta scritto il nome di ognuno.
Dal mattino del 24 di Dicembre, 2003 Bimbi si riversano sul lago in cerca del loro paio di pattini. Il brulicante vocìo giocoso è assordante, la gioia e l’emozione che riempie gli occhi di ognuno si legge a decine di metri di distanza stampate sui loro volti.
Quest’anno però, c’è una nuova ospite nel piccolo paesino di
Saltallegro, una bimba dagli occhi verdi color del lago e dal viso ovale con le guance tonde e chiazzate da piccole efelidi brune che rendono il viso ancora più tenero e bello.
La bimba di nome
Francy, a dire il vero, ha un grande problema: non sa pattinare.
Lei si trova insieme agli altri bimbi accorsi sulle rive del lago, per scivolare su di esso, nel grande giorno tanto atteso con gioia ed entusiasmo. Tutti i bimbi sono indaffarati alla ricerca del loro paio di pattini e non si accorgono di
Francy, che invece rimane in piedi a guardare gli altri bambini con gli occhi tristi e preoccupati, perché crede di non poter mai riuscire a pattinare senza cadere sul ghiaccio e che di conseguenza non potrà ricevere il dono di Natale.
Nel trambusto più totale, da dietro un cespuglio una bimba, di nome
LUCILLA, sbuca all’improvviso felice e sorridente. Lei è riuscita a trovare il suo paio di pattini. Subito a ruota, la sorellina più piccola di nome SABRY, che con grande maestria è riuscita a scovare in mezzo a tanti pattini, quello della sua misura.
Le due sorelline saltellano come folletti e sorridono felici all’idea di poter pattinare libere sul ghiaccio, compiendo le evoluzioni più incredibili per ricordare la giornata del 24 di Dicembre con gioia e con la consapevolezza di trovare, il giorno dopo, sui rami dell’albero, il proprio meraviglioso dono di Natale.
Francy li guarda con gli occhi luccicanti, travolta nell’animo dal loro entusiasmo. Sorride sotto il suo piccolo nasino all’insù leggermente a patatina. Gli occhi desiderano incrociare con un cenno di intesa gli occhi di SABRY e LUCILLA.
LUCILLA , mentre allaccia i suoi bei pattini di colore rosso fuoco, alza gli occhi per un’istante e vede la piccola bimba osservarla. La piccola, rendendosi conto che Francy è rimasta immobile, quasi nascosta agli occhi degli altri bimbi, ha un moto di generosità e colpisce subito SABRY con una gomitata per avvertirla che vicino a loro c’è una bimba in difficoltà.
SABRY raccoglie subito l’invito di LUCILLA e insieme si avvicinano alla piccola Francy con i pattini ai piedi ancora slacciati, rischiando così di inciampare.
“Io sono
LUCILLAdice appunto la bimba più grandeed io SABRY ribatte la marmocchia più piccola digrignando i denti per far risaltare la sua smorfia di gioia.
Francy sorridente si presenta dicendo: “ Mi chiamo Francy, mi piace questo posto, abito nel vostro paese da pochi giorni ed ho scoperto questa giornata piena di gioia." Quasi arrossendo aggiunge: " Ho un problema non so pattinare”. “Nessun problema!!!” ribatte SABRY accompagnata dal coro di LUCILLA che aggiunge: “siamo qui noi due e ti insegneremo a pattinare prima di sera”. Le tre bimbe si buttano così a capofitto tra i cespugli, alla ricerca dei pattini di Francy, fino a quando Lucilla urla “ ne ho trovato uno!!!!” e dall’altra parte SABRY ribatte. “ho trovato l’altro!!!!” Francy entusiasta si mette a urlare felice di aver trovato due bimbe così altruiste e generose e infila subito i pattini ai piedi.
SABRY e LUCILLA, finiscono di allacciare i loro di pattini e prendendo Francy sotto le ascelle l’accompagnano come se fosse un manichino fino al centro del lago, sostenendola in modo da non farla cadere.
Le due sorelline sanno perfettamente che per ricevere il dono di Natale non si deve cadere sul lago ghiacciato, ma bisogna riuscire a pattinare per almeno un’ora sulla sua superficie. SABRY e LUCILLA pattinano come due saette e compiono evoluzioni incredibili, mentre Francy li attende al centro, in attesa di ricevere aiuto e conforto.
Una volta terminata la girandola di evoluzioni, LUCILLA e SABRY si precipitano da FRANCY per farle compiere l’ora prevista di esercizi sui pattini.
FRANCY è imbranata, e rischia sempre di cadere come un sacco di patate, ma a turno SABRY e LUCILLA riescono con molta pazienza a insegnarle le piccole cose utili e necessarie per pattinare.
Le prime ombre della sera stanno per arrivare e
Francy finalmente sospinta da LUCILLA e trascinata da SABRY riesce a rimanere in piedi da sola.
Francy ha compiuto quanto richiesto; domani alle prime luci dell’alba troverà sui rami di un’albero, del suo albero il dono di Natale.
LUCILLA e SABRY esauste e infreddolite la salutano con le loro manine alte nel cielo, mentre la loro mamma li chiama dai bordi della strada sollecitandole a rientrare in casa. Francy le saluta con gli occhi pieni di lacrime di gioia, dando loro appuntamento al mattino seguente. Andranno alla ricerca dei loro meritati doni, giocando e sudando con generosità ed intelligenza.
“CIAO LUCILLA, CIAO SABRY, A DOMANI!!!!!!! Urla Francy dal centro del lago ghiacciato, del piccolo paese chiamato: SALTALLEGRO.

Francesco Tosti

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