
sabato 26 gennaio 2008
venerdì 25 gennaio 2008
VISTA da ORTEID "FILOGAG"

Razionalismo
Quando nel XVII secolo Gottfried Wilhelm Leibniz pronunciò la famosa frase: "Questo è il migliore dei mondi possibili", si espose a essere ridicolizzato senza pietà. tutto ebbe inizio il secolo successivo con Candide, il divertentissimo romanzo di Voltaire che per protagonisti un giovane cordiale (Candide) e il suo mentore filosofico, il dottor Pangloss (l'interpretazione volterriana di Leibniz). Nel corso dei suoi viaggi il giovane Candide è testimone di fustigazioni, esecuzioni inique, epidemie, e un terremoto modellato su quello di Lisbona che nel 1755 rase al suolo la città. Ma niente di tutto ciò riesce a scalfire la convinzione del dottor Pangloss che "tutto va per il meglio nel migliore dei mondi possibili". Quando Candide fa per salvare dall'annegamento Jacques, un anabattista olandese, Pangloss lo ferma dimostrandogli che la spiaggia di Lisbona si era "formata apposta perchè quest'anabattista vi si annegasse".
giovedì 24 gennaio 2008
DIVINAMMENTE

mercoledì 23 gennaio 2008
IL MONDO E' UNA PALLINA
La pallina JazzLe Fiabastrocche
Una nera pallina sul suo pentagramma,
sbadiglia e si annoia, pensando alla mamma.
Compare ad un tratto un’altra pallina
che bianca e sorniona, le si avvicina.
La nera pallina rincorre di scatto
la pallina bianca che salta ad un tratto.
Si muovono, corrono e lasciano tracce
sul pentagramma; tra note e linguacce.
Nel foglio, le linee si muovono leste
si fan turbolente: il suono le investe!
Correndo, le birbe, han formato le note
E poco distante si gonfian le gote……
….Un musicista ora soffia contento,
Le note dal sax che si perdon nel vento.
Francesco Tosti
martedì 22 gennaio 2008
SCRITTI diVERSI

Invece no, non ha detto nemmeno questo. Ha sorriso e mi ha parlato in un tono condiscendente, ironico o affettuoso, a mia scelta: "Si, bisogna sempre stare in guardia. Ti chiami David, no? Il nemico opera dove uno meno se lo aspetta, David. Cerca di sapere con quale ambasciata mantiene i contatti, annota le sue domande su movimenti militari e sull'ubicazione dei dirigenti, e poi ci rivediamo.
Ora hai questo compito, ora sei un agente. Okey?" Così è fatto Ismael. Poi un giorno siamo diventati amici, ci vogliamo bene come fratelli e un giorno lo inviterò a un pranzo lezamiano perchè anche nella sua vita c'è una professoressa di letteratura.
Senel Paz
lunedì 21 gennaio 2008
sabato 19 gennaio 2008
IntroVERSI "Il Sabato nel villaggio"

venerdì 18 gennaio 2008
VISTA da ORTEID "FILOGAG"

La Metafisica
Essenzialismo
Quando compie settanta anni, Thompson decide di cambiare completamente stile di vita per poter vivere più a lungo. Segue una dieta severa, fa jogging, nuota e prende il sole. Tempo tre mesi, Thompson dimagrisce tredici chili, riduce il suo girovita ed espande i pettorali. Agile e abbronzato, decide di completare il tutto con un nuovo taglio di capelli.
Mentre esce dal negozio del barbiere viene travolto da un bus.
Appena prima di morire, grida: "Dio, come hai potuto farmi questo?"
E una voce dal cielo risponde:"Per dire la verità, Thompson, non ti avevo riconosciuto".
giovedì 17 gennaio 2008
DIVINAMMENTE
L'Inferno ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone.
Questi parea che contra me venisse
con la test'alta e con rabbiosa fame,
48 sì che parea che l'aere ne tremesse.
mercoledì 16 gennaio 2008
IL MONDO E' UNA PALLINA

Le Fiabastrocche
Il mondo è una pallina
Alta montagna, alberi e neve
un ramo che pende e la pigna si stacca
cade per terra, ruzzola lieve
rotola in fretta e diventa bislacca.
Forma una palla grande e ingombrante,
la pigna discende in continua espansione
così diventa una palla gigante
che rotolando fa un poco impressione!
Lucida al sole del primo mattino
rotola svelta e discende il pendio,
urta sugli alberi, rimbalza un tantino
adesso decolla e s’invola da Dio!
Ha preso una rampa ed il volo ha spiccato
nel cielo ora azzurro volteggia e fa inchini,
la palla gigante in aria ha incontrato
nella sua scia due ignari uccellini.
Volatili piccoli e forse paurosi
si abbracciano stretti;
si fanno curiosi .....
di quella palla che in ciel non ti aspetti.
Schivano in tempo quel grande pallone
i due uccellini felici e contenti
lo guardan planare vicino a un costone
ora son lieti, direi sorridenti.
L’intrepida corsa la palla ha esaurito
si adagia un po’ stanca asciugandosi al sole
e mentre ricorda il suo volo un po’ ardito
lei si assopisce nel letto di viole.
Non sono più palla! Orsù cosa è stato?
germogli fioriti ai miei piedi son nati
la neve si è sciolta quando il sonno ho svegliato
Al posto del gelo.... fioriscon gli abeti.
Francesco Tosti
martedì 15 gennaio 2008
SCRITTI diVERSI

domenica 13 gennaio 2008
AMORE per la SAPIENZA

sabato 12 gennaio 2008
IntroVERSI "Il Sabato nel villaggio"
venerdì 11 gennaio 2008
VISTA da ORTEID "FILOGAG"

La metafisica affronta di petto le Grandi Domande. Che cos'è l'essere? Qual'è la natura della realtà? Abbiamo il libero arbitrio? Quanti angeli possono ballare sulla capocchia di uno spillo? Quanti ce ne vogliono per cambiare una lampadina?
DIMITRI: Negli ultimi tempi c'è una cosa che mi preoccupa, Tasso.
TASSO: Che cosa?
DIMITRI: Qual'è il significato di tutto quanto?
TASSO: Tutto quanto cosa?
DIMITRI: Bè, la vita, la morte, l'amore, il polpettone, diamine.
TASSO: Che cosa ti fa pensare che ognuna di queste cose abbia un significato?
DIMITRI: Perchè ce l'hanno. Altrimenti la vita sarebbe solo....
TASSO: Cosa?
DIMITRI: Mi ci vuole qualcosa di forte.
TELEOLOGIA
L'unverso ha un fine?
Secondo Aristotele, ogni cosa ha il suo telos, ovvero uno scopo interiore che deve essere raggiunto. Una ghianda ha uno scopo: diventare una quercia. La quercia è ciò che la ghianda "è destinata a essere". Gli uccelli hanno un telos; anche le api ne hanno uno. Fa parte della vera essenza della realtà.
Se questa spiegazione vi sembra un pò astratta, leggete un pò la storiella che segue, dove la signora Goldstein riporta dritto dritto il telos sulla terra.
La signora Goldstein cammina per la strada con i suoi due nipotini. Un'amica la ferma e le chiede quanti anni hanno.
La signora Goldstein risponde: "Il medico ne ha cinque e l'avvocato sette."
La vita umana ha un telos? Aristotele pensava di si.
Aristotele pensava che il telos della vita umana fosse la felicità.
La felicità...... che cosa superficiale.
Un uomo in cerca della verità sente dire che il guru più saggio dell'India vive sulla cima della montagna più alta del paese. Allora si mette in cammino e attraversa colline e città fin quando raggiunge la montagna di cui si favoleggia.
E' incredibilmente ripida e più di una volta l'uomo scivola e cade. Quando raggiunge la cima è pieno di lividi e tutto scorticato, ma lì sopra c'è il guru, seduto a gambe incrociate davanti alla sua caverna. "O saggio guru" dice l'uomo "sono giunto da te per chiderti qual'è il segreto della vita"
"Ah, si, il segreto della vita" dice il guru "Il segreto della vita è una tazza di tè".
"Una tazza di tè? mi sono arrampicato fin qui per scoprire cos'è il senso della vita e mi dici che è una tazza di tè?" Il guru scrolla le spalle: "Allora forse non è una tazza di tè?"
giovedì 10 gennaio 2008
DIVINAMMENTE

mercoledì 9 gennaio 2008
MAI PIU' SENZA

Durante il freddo inverno che avvolge la pianura, lungo i campi coltivati posti ai lati della statale, la strada che taglia in due il piccolo paesino chiamato Saltallegro, si trova un lago che in questa stagione è sempre ghiacciato.
In genere, a partire dal mese di Dicembre, prima dell’arrivo del Natale, Il lago assume un colore verde smeraldo con una crosta di ghiaccio in superficie. Ai primi raggi di sole la crosta brilla e con la luce che sprigiona riesce ad illuminare persino la piazza del piccolo paese chiamato Saltallegro.
Il lago è meta di turisti in estate per le sue bellezze naturali, per gli alberi ad alto fusto che circondano le rive profonde e sabbiose, e per le verdi colline che lo proteggono dai venti freddi dell’inverno.
Lo specchio d'acqua ha una caratteristica particolare. A partire dal 8 di Dicembre la superficie assume un colore verde più intenso. Questa richiama i riflessi dei raggi del sole al suo interno, anche quando il cielo è coperto di nuvole gonfie e piene di pioggia.
Questo fatto aumenta ancora di più la capacità del lago di immagazzinare la luce dei raggi del sole, e di irradiarla al centro della piazza del paese, posta sui versanti della collina sopra il lago, e di donare alla piazza ed alla sua pavimentazione lastricata di pietra lavica, un colore Verde, come le acque del mare della Polinesia.
La pavimentazione della piazza, in quel periodo sprigiona un’energia pazzesca, che conferisce ai bimbi del paese una voglia e una capacità di gioco 10 volte superiore alla media. Infatti dal 8 Dicembre fino al 26 di Dicembre di ogni anno dal 1965, la piazza rifiorisce di colori dei maglioncini variopinti, indossati da decine di bimbi che vengono preparati dalle loro mamme per l’occasione vestiti a festa.
In questo periodo la piazza risuona continuamente, dalle prime luci del mattino fino a sera, di giochi, di musica, di acrobazie e di colori che i bimbi del piccolo paese di Saltallegro, con la loro infantile energia profondono senza sosta.
Il lago a qualsiasi temperatura si trovi il giorno del 24 Dicembre, la vigilia di Natale, si ricopre improvvisamente di una lastra di ghiaccio.
Al mattino i vetri di tutte le finestre del paesino, sono ricoperti di una patina di condensa che li rende opachi e che costringe i bimbi del paese ad utilizzare le loro manine per formare un piccolo cerchio in superficie, di modo da poter vedere al di fuori.
Fatto questo, dal piccolo cerchio, si può vedere da tutto il paese e da qualsiasi finestrella con il suo piccolo cerchio; il lago Ghiacciato. E’ il momento più emozionante per ogni bimbo del paese, perché questo vuol dire che il Natale è alle porte e per ricevere i doni tanto attesi bisogna indossare il cappello di lana e i guanti rigorosamente confezionati dalle loro mamme.
Il 24 Dicembre, come per magia, sulle rive del lago ghiacciato, spuntano da dietro i cespugli e si materializzano, 2004 paia di pattini, con la lama ben affilata e dalle diverse misure, pronti per essere indossati dai bimbi del paese di Saltallegro.
Ognuno di loro, dal mattino, dovrà trovare il paio di pattini della misura del suo piede, proprio come Cenerentola.
Una volta trovata la misura adeguata, ogni bimbo dovrà pattinare per almeno un’ora sul lago ghiacciato, e compiere così, le evoluzioni di cui è capace, senza mai cadere.
I bimbi che avranno completato correttamente le loro evoluzioni, riceveranno il giorno di Natale, Il dono da loro richiesto, che si materializzerà sui rami degli alberi posti sulle rive del lago. Impacchettato e abbellito con una magnifica coccarda il dono riporta scritto il nome di ognuno.
Dal mattino del 24 di Dicembre, 2003 Bimbi si riversano sul lago in cerca del loro paio di pattini. Il brulicante vocìo giocoso è assordante, la gioia e l’emozione che riempie gli occhi di ognuno si legge a decine di metri di distanza stampate sui loro volti.
Quest’anno però, c’è una nuova ospite nel piccolo paesino di Saltallegro, una bimba dagli occhi verdi color del lago e dal viso ovale con le guance tonde e chiazzate da piccole efelidi brune che rendono il viso ancora più tenero e bello.
La bimba di nome Francy, a dire il vero, ha un grande problema: non sa pattinare.
Lei si trova insieme agli altri bimbi accorsi sulle rive del lago, per scivolare su di esso, nel grande giorno tanto atteso con gioia ed entusiasmo. Tutti i bimbi sono indaffarati alla ricerca del loro paio di pattini e non si accorgono di Francy, che invece rimane in piedi a guardare gli altri bambini con gli occhi tristi e preoccupati, perché crede di non poter mai riuscire a pattinare senza cadere sul ghiaccio e che di conseguenza non potrà ricevere il dono di Natale.
Nel trambusto più totale, da dietro un cespuglio una bimba, di nome LUCILLA, sbuca all’improvviso felice e sorridente. Lei è riuscita a trovare il suo paio di pattini. Subito a ruota, la sorellina più piccola di nome SABRY, che con grande maestria è riuscita a scovare in mezzo a tanti pattini, quello della sua misura.
Le due sorelline saltellano come folletti e sorridono felici all’idea di poter pattinare libere sul ghiaccio, compiendo le evoluzioni più incredibili per ricordare la giornata del 24 di Dicembre con gioia e con la consapevolezza di trovare, il giorno dopo, sui rami dell’albero, il proprio meraviglioso dono di Natale.
Francy li guarda con gli occhi luccicanti, travolta nell’animo dal loro entusiasmo. Sorride sotto il suo piccolo nasino all’insù leggermente a patatina. Gli occhi desiderano incrociare con un cenno di intesa gli occhi di SABRY e LUCILLA.
LUCILLA , mentre allaccia i suoi bei pattini di colore rosso fuoco, alza gli occhi per un’istante e vede la piccola bimba osservarla. La piccola, rendendosi conto che Francy è rimasta immobile, quasi nascosta agli occhi degli altri bimbi, ha un moto di generosità e colpisce subito SABRY con una gomitata per avvertirla che vicino a loro c’è una bimba in difficoltà.
SABRY raccoglie subito l’invito di LUCILLA e insieme si avvicinano alla piccola Francy con i pattini ai piedi ancora slacciati, rischiando così di inciampare.
“Io sono LUCILLA” dice appunto la bimba più grande “ed io SABRY” ribatte la marmocchia più piccola digrignando i denti per far risaltare la sua smorfia di gioia.
Francy sorridente si presenta dicendo: “ Mi chiamo Francy, mi piace questo posto, abito nel vostro paese da pochi giorni ed ho scoperto questa giornata piena di gioia." Quasi arrossendo aggiunge: " Ho un problema non so pattinare”. “Nessun problema!!!” ribatte SABRY accompagnata dal coro di LUCILLA che aggiunge: “siamo qui noi due e ti insegneremo a pattinare prima di sera”. Le tre bimbe si buttano così a capofitto tra i cespugli, alla ricerca dei pattini di Francy, fino a quando Lucilla urla “ ne ho trovato uno!!!!” e dall’altra parte SABRY ribatte. “ho trovato l’altro!!!!” Francy entusiasta si mette a urlare felice di aver trovato due bimbe così altruiste e generose e infila subito i pattini ai piedi.
SABRY e LUCILLA, finiscono di allacciare i loro di pattini e prendendo Francy sotto le ascelle l’accompagnano come se fosse un manichino fino al centro del lago, sostenendola in modo da non farla cadere.
Le due sorelline sanno perfettamente che per ricevere il dono di Natale non si deve cadere sul lago ghiacciato, ma bisogna riuscire a pattinare per almeno un’ora sulla sua superficie. SABRY e LUCILLA pattinano come due saette e compiono evoluzioni incredibili, mentre Francy li attende al centro, in attesa di ricevere aiuto e conforto.
Una volta terminata la girandola di evoluzioni, LUCILLA e SABRY si precipitano da FRANCY per farle compiere l’ora prevista di esercizi sui pattini.
FRANCY è imbranata, e rischia sempre di cadere come un sacco di patate, ma a turno SABRY e LUCILLA riescono con molta pazienza a insegnarle le piccole cose utili e necessarie per pattinare.
Le prime ombre della sera stanno per arrivare e Francy finalmente sospinta da LUCILLA e trascinata da SABRY riesce a rimanere in piedi da sola.
Francy ha compiuto quanto richiesto; domani alle prime luci dell’alba troverà sui rami di un’albero, del suo albero il dono di Natale.
LUCILLA e SABRY esauste e infreddolite la salutano con le loro manine alte nel cielo, mentre la loro mamma li chiama dai bordi della strada sollecitandole a rientrare in casa. Francy le saluta con gli occhi pieni di lacrime di gioia, dando loro appuntamento al mattino seguente. Andranno alla ricerca dei loro meritati doni, giocando e sudando con generosità ed intelligenza.
“CIAO LUCILLA, CIAO SABRY, A DOMANI!!!!!!! Urla Francy dal centro del lago ghiacciato, del piccolo paese chiamato: SALTALLEGRO.
Francesco Tosti
martedì 8 gennaio 2008
SCRITTI diVERSI

ti dissi.
Prendesti la fotografia, ti piegasti in basso perchè la luce vi cadesse sopra.
Io osservavo il tuo viso, ma non vi scorsi nessun segno, pareva che tu prestassi attenzione alla fotografia per farmi piacere. Dicesti:
"Quella che ha la nonna è più chiara".
Ci fu una pausa; eravamo diversamente impacciati. ti eri alzato e avevi messo la fotografia al suo posto.
Vasco Pratolini
lunedì 7 gennaio 2008
domenica 6 gennaio 2008
AMORE per la SAPIENZA

sabato 5 gennaio 2008
IntroVERSI "Il Sabato nel villaggio"

venerdì 4 gennaio 2008
VISTA da ORTEID "FILOGAG"

giovedì 3 gennaio 2008
DIVINAMMENTE
mercoledì 2 gennaio 2008
MAI PIU' SENZA

Perchè non si scorda mai.
Capodanno 1991. Io, quindicenne
acerba e curiosa. Lui dolce ma deciso.
Uno scontro di attese. Un piacevole stordimento
E fu la volta del secondo.
Un signore.
Francese del '61. Complice l'estate, il mare,
il chiarore della luna... Non ricordo più
tutte le volte che avvenne,
ma ogni volta fu sensazionale.
Almeno finchè non incontrai il terzo.
Toscano, elegante, raffinato.
Ma forse troppo pre me.
Fu per questo che mi spinse verso il quarto.
Che sapeva di genuino, di serate in famiglia
davanti al caminetto, di dolci fatti in casa,
di calore, di felici mattine di Natale.
Ma riuscii a tradirlo con il quinto.
Fu un breve viaggio nel Salento
che me lo fece incontrare.
Il tempo di un'aperitivo e caddero
tutti i miei freni inibitori:
un colpo di fulmine.
Ma finì per il sesto. Che mi fu presentato
a una cena di famiglia.
Interessante, forte, incisivo.
Ma forse piaceva più a mia madre che a me.
E così con il settimo, giovane e leggero,
fu tutto un susseguirsi di riflessioni
e tirar di somme.
Tante belle serate insieme.....
Ma provai per un periodo a farne a meno.
E furono giorni tristi, bui, vuoti.
Pesava l'assenza del piacere
di un'aperitivo insieme, di una cena ben accompagnata,
di un brindisi speciale.
Del piacevole annebbiamento che talvolta mi provocava,
o dell'euforia che spesso esercitava su di me.
Non potevo più farne a meno.
Fu allora che decisi e puntai l'ottavo.
Ne avevo una gran voglia.
Le mie labbra febbrili per la protratta astinenza
si appoggiarono ansiose su di lui
e decisero per me:
non sarei mai più stata senza un bicchiere di vino!




